Cadereyta de Montes

A circa 300 km a nord di Città del Messico si trova un Municipio ricco di varietà botaniche succulente: Cadereyta de Montes.

Dei 18 Municipi che compongono lo Stato di Queretaro è il più esteso ed è situato a 1850 mt slm.

ChiesaChiesa

Il territorio presenta a nord la catena montuosa della Sierra Gorda (molto boschiva) mentre a sud il grande lago formato dai fiumi Zimapan-Moctezuma che  segna il confine con lo Stato di Hidalgo. Il paese negli ultimi anni ha avuto un grande sviluppo e varie attività industriali sono sorte dando occupazione a molte persone.

Si possono trovare ristoranti, alberghi, un Giardino Botanico di buon livello , una collezione privata di cactacee del Dott. Schmoll, visitabile, con produzione e vendita di piante,un mercato giornaliero grande e molto affollato.

MercatoMercato

Anni fa' abbiamo conosciuto Lucas, proprietario del ristorante "El Valle", che era uno  studente d'italiano. Diventati amici, è diventata consuetudine, quando andiamo  in Messico, sempre che l'itinerario lo consenta, andare a trovarlo l'ultimo giorno del viaggio  per passare assieme almeno la serata e fargli un ripasso d'italiano! Tra l'altro nel suo locale si mangia benissimo; unica nota dolente è che, essendo molto felice di rivederci, a fine pasto porta in tavola la migliore Tequila in commercio...e finché la bottiglia non è finita non ci lascia andare a dormire. Ne sanno qualche cosa gli amici Roberto ed Isabella che erano con noi nel 2010...é stata una serata molto euforica!!

In questo modo la zona l'abbiamo visitata ormai 5 volte, toccando luoghi diversi, trovando sempre cose interessanti.

Presa ZimapanPresa Zimapan

Partiamo dal luogo più famoso: Presa (diga) Zimapan. 

Conosciuta dai cactofili poichè la sua costruzione ha pressochè distrutto l'habitat di specie interessanti: primo fra tutti l'Echinocactus grusonii. Questo era il solo sito conosciuto del suo habitat; la scoperta dell'Echinocactus aff. grusonii di San Juan Capistrano è relativamente recente e quando si costruii la diga non lo si conosceva. Per il salvataggio della specie il Municipio di Cadereyta mise in atto un programma di recupero e spostamento di centinaia di esemplari da dare ai giardini botanici messicani primo fra tutti quello di Città Queretaro; sfortunatamente le nuove condizioni ambientali non furono gradite dalle piante che morirono in gran numero. Ora sappiamo che molti esemplari sono sopravvisuti in situ sulle pareti a strapiombo e negli anni si sono moltiplicati adattandosi alle nuove condizioni climatiche più umide, causate dal grande invaso.

Qui ci sono accaduti due episodi degni di essere raccontati.

Il primo nell'anno 1997 con gli amici Anna e Mauro avevamo come al solito noleggiato un furgone Volkswagen a Città del Messico. Purtroppo per vari motivi ci avevano rifilato un "mezzo catorcio" e quando arrivammo sopra la diga pensò bene di lasciarci a piedi. Essendo la diga un possibile bersaglio di attentati (il Messico non è politicamente molto tranquillo..) c'erano dei militari di guardia: quando videro il furgone fermo arrivarono di corsa puntandoci le armi, Moreno che era già steso sotto il mezzo per valutare il guasto fu fatto uscire con la canna del fucile carico puntata al petto. Dopo aver dato tutte le spiegazioni del caso i militari stessi ci procurarono gli attrezzi che servivano a Moreno per riparare l'acceleratore: ricordare la scena con tre persone a braccia alzare e uno steso a terra  tutti con le armi puntate non è troppo piacevole.

Echinocactus grusoniiEchinocactus grusoniiIl secondo episodio invece è molto più gratificante. La notizia che degli Echinocactus grusonii erano sopravissuti alla devastazione causata dalla costruzione della diga non era ancora circolata: solamente poche persone sapevano che a nord dell'invaso lungo le pareti del canyon c'erano ancora delle piante. Un giorno, di ritorno verso Cadereyta, ci accorgemmo che c'erano delle piante in parete che sembravano Echinocactus ma da lontano i Ferocactus glaucescens possono trarre in inganno. Purtroppo il posto era proprio dove si trovava il presidio dei militari, che, dopo averci visto fermare con l'auto, arrivarono subito per mandarci via; riuscii comunque a fare velocemente una foto e una volta tornati in Italia, ingrandendola al massimo, vedemmo che erano veramente grusonii. 

Decidemmo che l'anno dopo avremmo tentato di trovarli. Parlando con Lucas ci informò che il piccolo paese di Tzibanza era conosciuto dagli appassionati di pesca ed i locali si erano attrezzati con tutto quello che serviva per la pratica di quest'attività comprese le barche. Spiegandogli cosa avevamo intenzione di fare prontamente contattò un suo conoscente che il giorno dopo ci portasse con la barca fino alla diga. Avevamo pensato che se dei grusonii erano a nord dell'invaso (in una parete verticale impossibile da scalare senza attrezzatura e con i militari che logicamente non ti avrebbero permesso l'ascesa..) forse con un pò di fortuna ne avremmo trovati anche a sud .

Era una giornata di sole, la barca correva veloce sopra l'acqua; arrivati dove la diga si vedeva chiaramente ci avvicinammo alla riva protetti da un promontorio ed ...erano là!! In alto, sopra le nostre teste,in parete verticale come sospesi nel cielo. Sbarcammo ed iniziò la non facile salita tra le rocce finché non arrivammo alle piante. Fu una grande gioia poterle vedere nel loro habitat. Con soddisfazione la popolazione godeva di buona salute essendo presenti esemplari sia giovani che vecchi.

Altre specie che finirono sott'acqua furono: lo Strombocactus disciformis,che per fortuna si trova in tanti altri posti della zona,  la Mammillaria crinita ssp.scheivariana oltre a tante altre specie più comuni.

Piante presenti a nord ed a sud dell'invaso:

Strombocactus disciformisStrombocactus disciformis

Agave xylonacantha,celsii. Ariocarpus kotschubeyanus ssp. elephantides. Astrophytum ornatum. Calibanus hookerii. Coryphantha octacantha, erecta, radians. Echinocactus grusonii, platyacanthus. Echeveria bifida, secunda. Euphorbia radians. Echinocereus cinerascens. Echinofossulocactus ochoteraneus, lamellosus. Erythrina coralloides. Ferocactus echidne, latispinus, hystrix, glaucescens. Mammillaria cadereytensis, longimamma, geminispina, perbella, elongata, herrerae, compressa, vagaspina, obconella, uncinata, sempervivi. Myrtillocactus geometrizans. Neolloydia conoidea. Opuntia robusta. Pachyphytum oviferum. Plumeria sp. Stenocereus dumortieri. Strombocactus disciformis ssp. jarmillae. Thelocactus leucacanthus, leucacanthus ssp. schmollii, hastifer. Wilcoxia schmollii.

Proseguendo la strada verso nord si trova la deviazione per S. Joaquin, da qui si arriva al sito archeologico preispanico di Toluquilla del 400 d.c., non molto conosciuto ma in buono stato di conservazione. Sempre nelle vicinanze di S. Joaquin,  sorge su due colline un'altro sito archeologico, più piccolo, immerso nella fitta vegetazione:Ranas.

Picco BernalPicco BernalRitornando a Cadereyta, andando verso ovest il Picco Bernal, simbolo della zona, riserva piacevoli sorprese.

Il paesino ristutturato accoglie i visitatori con molti negozietti di prodotti locali e buoni ristoranti ed hotels. Durante i fine settimana e i periodi di ferie c'é sempre un sacco di gente che viene a visitarlo.

Il Picco Bernal è il terzo monolite più grande al mondo ed i visitatori sono sopratutto appassionati scalatori che tentano la salita alle sue pareti verticali.

 

Arrivando fino a Peña Miller si possono incontrare:

Agave attenuata. Astrophytum ornatum. Coryphantha erecta. Echinocactus platyacanthus. Echinocereus cinerascens, pentalophus. Echeveria bifida. Erythrina coralloides. Ferocactus latispinus, histrix. Fouquieria splendens. Mammillaria pseudocrucigera, bernalensis, parkinsonii, perbella, crinita. Neolloydia conoidea. Lophophora williamsii. Thelocactus leuchacanthus, leuchacanthus ssp. schmollii. Turbinicarpus pseudomachrochele. Strombocactus disciformis ssp. jarmillae, corregidorae. Sedum glabrum.

Continuando verso nord, fuori dal municipio di Cadereyta, ma degna di essere menzionata, c'é la Mission de Bucareli. 

Mission de BucarelliMission de BucarelliPercorrendo il cammino che, da Peña Miller va verso Jalpan, attraversando  la Sierra Gorda, aspra e disabitata, c'é una deviazione al passo a mt. 2600 che ci fa giungere, dopo una discesa per una strada tutte curve, nel fondovalle. La sorpresa maggiore è il clima quasi tropicale, tanto da consentire, lungo il corso del fiume Estorax, la presenza  di palme:  cosa strana per l'ambiente arido dei dintorni. La Mission fondata dai francescani è patrimonio Unesco dal 2003, pur essendo in piena decadenza; ciò nonostante si erge maestosa sopra una bassa collina dominando il fondovalle. C'é una sorta di custode che, vedendo arrivare dei turisti, apre delle stanze adibite a museo dove la cosa più preziosa é una raccolta di libri antichi.Echeveria sub rigidaEcheveria sub rigida

 

Piante presenti:

Agave attenuata. Echinocactus platyacanthus. Echeveria subrigida. Echinocereus penthalophus. Coryphantha erecta. Mammillaria bucareliensis. Thelocactus leuchacanthus. Sedum sp. Strombocactus disciformis.

 

 

 

Pensiero finale...un altro luogo del Messico che merita una visita considerando che e' uno dei posti dello Stato con il più alto tasso di varietà succulente insieme ad Oaxaca.

 

E ORA GODETEVI LA GALLERIA FOTOGRAFICA (Cliccando qui)

 

 

                                                                                                            

 

                                                                             * nella mappe Willy segnalera la zona di cui stiamo parlando     

 

Cuatrocienegas

CuatrocienegasCuatrocienegas


Nell’alto Coahuila la vasta piana di Cuatrocienegas attira da molte parti del mondo visitatori.

Il nome fu scelto dai primi coloni a causa delle sorgenti naturali che creano vaste zone umide e laghi: Cuatrocienegas significa quattro paludi. 

In area carsica ci sono centinaia di splendidi laghetti sorgivi con un alimentazione idrica sotterranea ancora non del tutto conosciuta.

Un ottimo lavoro e’ stato fatto da un gruppo di speleo-sub di Treviso (gruppo La Venta). L’acqua in alcuni punti è calda (38° C) poi, scorrendo nella valle e andando ad alimentare le poze più lontane diventa più fredda (22° C).

Insegna area protettaInsegna area protetta

A causa della particolarità del suo territorio tutta la zona è area protetta per la flora e la fauna dal 1994.Ci sono circa 150 piante ed animali endemici distribuiti tra la valle e le montagne circostanti: 30 specie sono acquatiche di cui 8 sono di pesci, 9 di molluschi e tre di tartarughe.

Se i visitatori più numerosi sono quelli legati al turismo naturalista, un posto così, essendo compreso nella zona arida del deserto Chihuahuense (che comprende in Messico gli Stati di: Chiuhahua, Coahuila, Durango, Zacatecas, Nuevo Leon e San Luis Potosi), non poteva non attirare i cactofili.

Il municipio ha una superfice di 7860,60 Km2.

Hotel Santa FeHotel Santa Fe

 

La piana è racchiusa a nord dalla Sierra la Madera y Menchaca, ad ovest dalla Sierra La Purisma e S. Vincente, a sud dalla Sierra S. Marchos y Pinos ed a sud-est Sierra La Fragua.

L’altitudine varia dai 700 ai 3000 m slm.

Il paese non è molto grande ma offre diverse soluzioni alberghierie e vari ristoranti. Malgrado sia una località turistica rimane un tipico paesino messicano dove la vita scorre calma.

Ci siamo stati, magari solo di passaggio, quattro volte e quello che abbiamo visto non ci ha mai deluso.

Se possibile preferiamo arrivarci da Torreon passando per Laguna Mayran dalla grande distesa bianca fino al Canon della Ventanilla, la porta d’ingresso dal lato ovest.

Mano a mano che si sale a Nord si apre la vallata che racchiude specie notevoli...una vera festa per gli occhi. 

La BecerraLa BecerraVenendo da sud, prima del paese, si trovano le “poze” più famose (a sinistra La Becerra) dove fino un paio di anni fa si poteva fare il bagno con acqua a 36° C in mezzo a pesci tropicali.

C’era una sorta di stabilimento balneare che forniva sdraio ed ombrelloni a prezzi contenuti.

Arrivando durante i fine settimana si incontravano sempre un sacco di persone come in estate sulle nostre spiagge.

Da qualche anno è stata chiusa a causa dell'inquinamento dovuto al gran numero di bagnanti e all'abuso di creme solari.

Essendo tutti laghi comunicanti, quello che finiva dentro  La Becerra arrivava a tutti gli altri, con grave danno ambientale.

Poza AzulPoza Azul

Proseguendo (a destra) si trova “Poza Azul”, ed il nome dice tutto: l’acqua è di un cristallino puro, lungo i bordi, tra la vegetazione palustre, si trovano anche ninfee.

Dall’ingresso (a pagamento) ci sono vari percorsi pedonali didattici che illustrano flora e fauna.

La “poza” è il simbolo di Cuatrocienegas.

Prima di entrare in paese c’è il Rio Mezquites (anche qui l’accesso è a pagamento): ci sono aree attrezzate per  campeggiare, l’acqua non è molto calda ma si fa il bagno  tranquillamente e verso il tramonto, con un pò di pazienza, si possono vedere le tartarughe d’acqua (Terrapene coahuilae) che vengono a riva.

Statua ingresso paese da MonclovaStatua ingresso paese da Monclova

Essendo un centro non molto grande tutti sanno tutto.

Una volta siamo arrivati verso sera in hotel e la mattina dopo volevamo fare un giro nei monti a nord del paese. Il posto più comodo per lasciare l’auto era nel parcheggio dietro la statua (non ricordo chi sia il personaggio..) che accoglie i visitatori arrivando da Monclova.

La salita non è facile, essendo molto ripido il pendio che ti porta velocemente sulle creste, e tra l’altro era una giornata di caldo infernale: a metà settembre quasi 40° C.Abbiamo chiesto ad alcuni  operai che stavano sistemano il punto panoramico se la nostra auto desse fastidio parcheggiata lì; avuto il permesso iniziammo a salire sotto il loro sguardo stupito (con vari commenti!).

A mezzogiorno, sotto il sole bollente eravamo in cima: penso di non aver mai sudato tanto in vita mia, ma quello che trovammo ci ripagò della fatica fatta.

Verso le 2 ritornammo al parcheggio, sempre guardati con stupore dagli operai, e decidemmo di andarci a fare il bagno alla Becerra…una vera gioia.

La sera il proprietario dell'hotel sapeva già cosa avevamo fatto e ci chiese spiegazioni su quella passeggiata fatta in orario inusuale: avute le nostre delucidazioni ci raccontò del gruppo di studio di Treviso che aveva allogiato lì. Logicamente anche tutto il paese era a conoscenza della nostra giornata e, mentre andavamo in centro a piedi per cenare, la gente ci guardava scuotendo la testa…credo che pensassero che gli stranieri sono matti!!!

Un’altra volta stavamo camminando nella sierra della Madera a ovest del paese quando vedemmo una grotta verso la cima della montagna: decidemmo di andare a vedere cosa poteva esserci.

Nido d'apiNido d'api

Mano a mano che salivamo un ronzio sempre più forte ci accompagnava, non riuscendo a capire cosa fosse continuammo a cercare le piante ma il rumore diventava sempre più intenso.

Arrivati all’ingresso della piccola grotta trovammo la risposta: sopra di noi c’era un grosso nido di api in piena attività, io, per sicurezza (sono allergica), mi sono allontanata in fretta mentre Moreno entrava e praticamente da sotto il nido faceva le foto.

Quando, tornati in Italia, abbiamo fatto vedere le foto ad un amico esperto di insetti disse che Moreno era stato molto fortunato a non essere attaccato!!!

La solita fortuna degli inesperti…

Possiamo dire che Cuatrocienegas è veramente un posto da vedere per tutto quello che offre.

Ora potete vedere nella galleria fotografica molte delle specie che si possono trovare qui. Noi siamo stati nella piana fino ad un massimo di 2000 m slm perciò non sappiamo se più in alto ci siano altre piante…comunque buona visione. 

 

        

                                                                                                            

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